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RECENSIONE a cura di Corradino Cassatt (20/08/2025)
Monolith Productions è una casa di sviluppo particolarmente amata dagli appassionati di sparatutto in prima persona. Molti sono i titoli di successo realizzati, tra i quali va annoverato senz’altro No One Lives Forever, serie composta da due giochi apprezzati da pubblico e critica. Nel 2003 gli sviluppatori pubblicarono un terzo capitolo, Contract J.A.C.K., che diverge dalla serie principale proponendo il punto di vista di un sicario a pagamento al soldo dell’organizzazione criminale sconfitta nei due capitoli precedenti della serie.

Il protagonista si chiama Jack e viene ingaggiato dalla H.A.R.M. per contrastare i piani dell’organizzazione rivale Danger Danger, capeggiata da un uomo che si fa chiamare “Il Pazzo” (in originale nel gioco), dalle evidenti origini italiche.

Leggendo queste ultime righe avrete senz’altro intuito che la trama si sviluppa su un tono alquanto farsesco, con situazioni assurde e battute ironiche molto divertenti, apprezzabili solo da chi abbia una conoscenza dell’inglese di livello medio-alto (non mi risulta che esista una localizzazione in italiano).

Mentre In No One Lives Forever e nel suo seguito la protagonista usava, oltre alle armi, anche dei gadget simili a quelli a disposizione di James Bond nei film di 007, ampliando le meccaniche di gioco e i compiti da svolgere, per Contract J.A.C.K. gli sviluppatori hanno deciso di limitare l’azione alla pura e semplice sparatoria, rinunciando a tutte quelle innovazioni che da Half-Life in poi hanno reso il genere FPS un’esperienza più interattiva e realistica, laddove fosse questo l’obiettivo da raggiungere.

Qui invece non si va oltre lo sparare contro i nemici stando in piedi, accovacciato o sporgendosi di lato. In rare occasioni si deve cercare un oggetto o un interruttore che serve a sbloccare un passaggio ostruito, in un paio di livelli si guida rispettivamente una snowbike e una vespa per un breve tratto e in un altro ci si sposta a gravità zero nello spazio, ma a parte questi sporadici esempi non ci sono variazioni significative nelle meccaniche di gioco.

Per fortuna gli input del giocatore sono eseguiti con precisione e il rilevamento dei danni dei proiettili è accurato. Per abbattere i nemici bisogna consumare un numero di munizioni superiore alla media dei giochi di questo genere, come se gli sviluppatori avessero voluto rendere lo scontro più leale dotandoli pressapoco della stessa resistenza del giocatore, che può indossare anche un giubbotto antiproiettile. Per fortuna a controbilanciare la superiorità numerica degli avversari interviene la loro scarsa intelligenza artificiale, che spesso li porta a lanciarsi a capofitto ad armi spianate, pronti a essere impallinati dal nostro Jack.

L’azione di gioco consiste essenzialmente nel raggiungere la via d’uscita di un livello più o meno lungo, ammazzando chiunque manifesti intenzioni ostili. La quantità e la tipologia di armi è grossomodo la stessa presente in titoli dello stesso genere, precedenti e successivi; le munizioni ottenibili lungo il cammino sono sufficienti per portare a termine i vari livelli.

A mio avviso il principale difetto di Contract J.A.C.K. è la sua brevità: al livello di difficoltà normale non ci vuole molto per giungere all’epilogo della storia e ho il sospetto che cimentarsi in un livello più alto non aggiunga molto all’esperienza di gioco, se non nell’incremento della frustrazione e dell’utilizzo del pulsante di salvataggio rapido.

Chi cerca originalità e varietà nel gameplay farà meglio a rivolgersi altrove, tuttavia mentirei se affermassi di non essermi divertito nel portare a termine il terzo capitolo della saga di No One Lives Forever. Non c’è molto altro da aggiungere: l’azione è rapida, priva di fronzoli e, in virtù della sua brevità, generalmente mai noiosa. Gioco consigliato ai nostalgici di titoli agli albori del genere come Doom, che se a distanza di decenni dalla sua pubblicazione trova ancora gente disposta a giocarci, vorrà pur dire qualcosa.













ANTEPRIMA a cura del webmaster (14/12/2003)
Contract J.A.C.K.
è il prequel di No One Lives Forever 2 della
Monolith Productions. Stavolta non vestiamo i panni della nostra eroina Cate, ma quelli di John Jack, killer assoldato dalla H.A.R.M.
Questa storia va a incastrarsi dopo NOLF 1 e in contemporanea a NOLF 2.

Contract J.A.C.K. diverte, ma non riesce a regalare le emozioni del predecessore per varie ragioni. Per quanto le ambientazioni, i nemici, i livelli, la trama siano nuovi, non hanno nulla di originale.
Dopo averci giocato un poco, si ha la sensazione di avere fra le mani un titolo corto (solo 10 livelli), ripetitivo (molte situazioni sono simili a NOLF 2, ma sono state realizzate peggio) e monotono.
Risulta essere troppo semplice, i nemici difficilmente vi uccideranno (la loro IA si limita a fare qualche capriola e a coprirsi malamente dietro a qualsiasi riparo), al contrario voi li potete eliminare a gruppi solamente con qualche raffica di mitra. Il gioco sarà solo un proseguire dritto verso la fine lasciandosi dietro centinaia di cadaveri. Il tutto senza quella piacevole ironia e quella caratterizzazione dei personaggi che ha fatto la fortuna di NOLF 2.

La possibilità di guidare una motoslitta con lanciarazzi e una vespa con mitra è stata resa in maniera indecente, la guidabilità di questi mezzi è improponibile. Peccato.

Anche la sezione multiplayer non ha nulla di originale, ma riesce a prolungare la vita a un titolo che ha poche speranze di vincere confrontandosi con gli altri FPS odierni.

C.J. non è un espansione di NOLF 2, dato che non ha bisogno del titolo originale, è solo un pacco di livelli autonomo e come tale va considerato in attesa di un NOLF 3.






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