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IRON STORM
Data di uscita: ottobre 2002
Motore grafico: Phoenix 3D
Developer: 4X Studio
Publisher:
Wanadoo Edition (e DreamCatcher)
Modalità multiplayer presente
Grafica:
70%
Longevità:
80%
Sonoro:
70%
Multiplayer:
n.d.
Giocabilità:
80%
Globale:
75%

RECENSIONE a cura di Francesco Mazzetta (10/03/2003)

Senza testo alternativo

Nel forum di discussione, di recente, c'è stato chi ha chiesto cosa ci si aspetta dagli FPS che verranno. Nell'esperienza di chi scrive (che ha iniziato a giocare con FPS all'epoca di Doom e ancor oggi lo considera il proprio genere videoludico preferito) raramente i blockbuster annunciati sono qualcosa di veramente eccitante. Magari ben fatti, con un motore fluido ed una grafica da urlo, ma… scarsamente emozionanti.

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Non è un caso che il recente Unreal 2 nonostante la grafica eccezionale (che richiede computer altrettanto eccezionali) lasci delusi a livello di gameplay e di trama. In questo senso chi scrive non attende con particolare impazienza un venturo Half-Life 2 nonostante abbia salutato il predecessore come uno degli FPS più belli in assoluto.

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Solitamente la psicologia di chi produce un videogioco è: se un titolo ha avuto successo dobbiamo fare altri titoli fotocopia per raccogliere più frutti possibile da tale successo. Il problema è che ogni fotocopia è più sbiadita dell'originale e l'unico seguito che sia stato migliore del predecessore è Quake 2: non a caso si trattava di qualcosa di completamente diverso. Per questo più che attendermi cose particolari da un seguito (da cui al più possiamo mediamente ottenere conferme) m'incuriosiscono i titoli nuovi ed inaspettati. È successo con Half-Life ed è successo con Serious Sam ed ancora con No One Lives Forever che titoli di cui nessuno sapeva nulla siano diventati giochi di riferimento.

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Con IronStorm abbiamo di fronte forse non un titolo di questo calibro e tuttavia si tratta di una sorpresa davvero piacevole. 4x Studio (che già aveva sviluppato la discreta avventura in stile "Myst" Necronomicon ispirata ai racconti di Lovecraft) riesce a creare un FPS originale, avvincente e con una grafica realistica e fluida. Cosa vogliamo di più?

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La storia ci porta indietro ad un 1964 alternativo in cui la Prima Guerra Mondiale non è mai terminata, causa il fallimento della Rivoluzione russa e l'alleanza del rinnovato impero russo con quello asburgico. Per sostenere il peso di 50 anni di guerra l'economia s'è adattata quotando in borsa le azioni belliche.

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Tutta la civiltà in questo mezzo secolo si è evoluta avendo come base le modalità di guerra dell'epoca, con enormi mezzi corazzati e trincee che tagliano in due l'Europa. Il personaggio che impersoniamo è il veterano tenente James Anderson, considerato una leggenda (a 40 anni, dopo 21 a fare il soldato, è leggendario essere ancora vivi). Nei suoi panni dobbiamo trovare il modo di distruggere la fabbrica tedesco/sovietica che produce una nuova formidabile blindatura che rende pressoché inattaccabili bunker e mezzi corazzati.

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All'inizio dobbiamo percorrere chilometri di trincee per infiltrarci in una città e poi nella fabbrica nemica. Questa non sarà però l'ultima nostra tappa: ad ogni obiettivo raggiunto qualche nuova missione ci si para di fronte. 4x Studio ha disegnato questo gioco pensando di aggiungere al classico sparatutto in prima persona anche la modalità esplorativa per cui è possibile utilizzare la terza persona in cui ci si può spostare in qualsiasi momento. Ma la cosa più eccitante è il suo essere basato in larga parte sull'efficacia dei cecchini. Fin dall'inizio, uscendo dalla nostra base ed inoltrandoci nelle trincee, appena solleviamo il nostro naso al di fuori di esse, dobbiamo vedercela con cecchini bene appostati che non vedono l'ora di piantarci un proiettile in testa. Naturalmente anche noi avremo sempre a disposizione il nostro fido sniper rifle con cui eliminare i cecchini nemici a condizione d'essere più rapidi di loro.

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Davvero emozionante in particolare il livello ambientato nella città: ancora meglio e più realistico di Medal of Honor: Allied Assault! In questo livello il nostro obiettivo principale è distruggere un prototipo di carro armato con la nuova blindatura: l'unico modo per riuscirci è facendogli esplodere sotto delle mine. A tale scopo - oltre a farci strada tra svariate pattuglie nemiche, alcune pesantemente armate con la devastante mitragliatrice pesante - dovremo recuperare le mine e posizionarle sul percorso del carro armato esplorando diversi livelli non linearmente collegati fra di loro, proprio come in una vera città, controllando contemporaneamente ogni finestra, ogni abbaino, per eliminare tutti i cecchini appostati.

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Il momento "clou" arriva quando, nella piazza in cui s'aggira il carro armato come una bestia in gabbia, dobbiamo, prima di uscire all'aperto per sistemare le mine, "ripulire" la piazza stessa da tutti i cecchini, appostati però strategicamente per coprire tutto il campo. Conseguenza di ciò il fatto che ci troveremo assai spesso a galleggiare sopra il nostro cadavere. Ma se ciò altre volte diventa sintomo di frustrante difficoltà, in IronStorm invece si fa sfida avvincente, sfida a scovare il cecchino ed a freddarlo per primi.

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Abbiamo detto della trama e delle ambientazioni convincenti, abbiamo detto della grafica realistica, abbiamo detto del gameplay coinvolgente. Rimane da dire, fattori ultimi ma di certo non i meno importanti in un FPS, delle armi e dei nemici. Le armi ovviamente, vista l'ambientazione di fantasia, sono immaginarie ma verosimili: rappresentano in maniera credibile l'evoluzione delle armi in un mondo che a causa della guerra non si è potuto sviluppare. In questo senso le armi sono pesanti, ingombranti: non possiamo portarne troppe contemporaneamente, anche se le munizioni possono essere usate indifferentemente per varie di esse. In questo senso è necessario fare scelte oculate per equipaggiarsi con l'arma che di volta in volta ci può tornare maggiormente utile tra il fucile d'assalto, il fucile semiautomatico, la mitragliatrice pesante, la mitragliatrice leggera, il lanciagranate ed il lanciamissili.

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Tenendo anche conto che le armi abbandonate sul terreno possono essere recuperate in seguito se scopriamo di averne bisogno finché continuiamo ad aggirarci per i sottolivelli comunicanti di uno stesso livello, ognuna delle armi citate è funzionale ad un determinato ambiente/stile di combattimento: il fucile d'assalto grazie alla propria lunga gittata ed alle raffiche devastanti è utile in trincea ove dobbiamo spesso coprire un ampio raggio di fuoco, la mitragliatrice leggera al contrario è maggiormente utile - anche grazie al mirino - in situazioni urbane di scontri a breve o a medio raggio, ecc.

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I nemici che dovremo affrontare, infine, trattandosi di un FPS che si pone l'obiettivo della verosimiglianza, non saranno particolarmente vari: oltre ai già menzionati cecchini, ci troveremo di fronte la truppa abbastanza veloce da eliminare e i soldati corazzati, molto più ostici ma sempre estremamente vulnerabili ad una bella palla in fronte con lo sniper. Del resto non sono i singoli soldati a dover essere appassionanti, ma le situazioni in cui li affrontiamo. Diverso il discorso per i mezzi corazzati che funzionano sostanzialmente da "boss" e per tutti avremo bisogno di armi specifiche che comunque ci vengono indicate nel briefing. Menzione particolare però per i dobermann allevati dagli asburgico-sovietici a difesa delle postazioni. Pur non essendo particolarmente resistenti alle nostre armi, sono veloci e se ci azzannano siamo finiti. Come se non bastasse ne esiste una varietà "imbottita" d'esplosivo a cui non serve neppure azzannarci ma solo arrivarci abbastanza vicini.

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IronStorm è prodotto da Wanadoo e distribuito in Italia da C.T.O. in una versione completamente tradotta in italiano: si tratta di un altro dettaglio positivo che, insieme a tutti gli altri citati, ne fa un ottimo gioco, preferibile ad altri anche maggiormente blasonati, e da provare assolutamente.


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Francesco Mazzetta
st2wok@yahoo.it

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