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WWII Sniper: Call to Victory
Battlestrike: Call to victory
Data di uscita: settembre 2004
Motore grafico: Lithtech Jupiter
Developer: Jarhead Games
Publisher: Groove Games

RECENSIONE a cura di Philostratus (23/06/2005)

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WWII Sniper, è uno sparatutto sviluppato dai Jarhead (Elite Forces: Navy Seals; CTU: Marine Sharpshooter) e distribuito dalla Groove Games (Devastation, Play Boy: The Mansion) per essere messo sul mercato, più che altro americano, a basso prezzo.

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In questo gioco vestiremo i panni di un paracadutista americano impegnato a combattere prima in Normandia, poi in Belgio durante la controffensiva tedesca delle Ardenne, e da ultimo in Germania nei pressi di un ponte sul Reno. Come molti lettori si saranno già accorti la trama di WWII Sniper non brilla certo per originalità, dato che, a partire dall’ottimo Medal of Honor: Allied Assault, il mercato videoludico pullula di titoli più o meno noti dedicati all’argomento, anche se molti di essi pur partendo da questa ambientazione storica finiscono poi con lo sfociare nella pura fantascienza (vedi Mortyr et similia). Questo certo non è il caso del nostro titolo, che anzi cerca di proporre sempre ambientazioni e situazioni il più possibile realistiche, a cominciare dall’arsenale a nostra disposizione, piuttosto ridotto ma accuratamente realizzato, soprattutto nelle animazioni, a proposito di esso è da ricordare il fatto che purtroppo potremo usufruire soltanto delle armi americane e non ci sarà mai data la possibilità di utilizzare anche quelle tedesche eventualmente catturate.

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Anche le aree di gioco risultano decisamente vaste e abbastanza ben strutturate, benché gli interni risultino talvolta eccessivamente spogli e squadrati: si spazia dall’aperta campagna alle aree metropolitane bombardate ed alle foreste coperte di neve, e spesso, siano le missioni diurne o notturne, non mancano effetti atmosferici quali pioggia o neve, anche se di realizzazione non eccelsa; le missioni proposte, del resto, sono solamente dieci, anche se spesso gli obiettivi da portare a termine cambiano nel corso del gioco, cosa che a conti fatti finisce col limitarne pesantemente la longevità (soprattutto se si gioca col livello di difficoltà più basso).

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La giocabilità di WWII Sniper è, in generale, abbastanza buona: è possibile camminare o correre, sbirciare da dietro gli angoli o utilizzare mitragliatrici fisse, prendere la mira da sdraiati o accovacciarsi per mettersi al riparo, lanciare una granata o sparare da un’automobile in corsa; talvolta usufruiremo pure dell’aiuto di qualche soldato americano o inglese, anche se non sarà mai possibile comandarli in qualche modo e il loro quoziente di intelligenza artificiale non si rivelerà mai molto alto. Anche il comportamento dei soldati avversari, pure dotati di ottima mira (quindi attenzione …), risulta del resto abbastanza semplice e giammai sorprendente: talvolta si nascondono dietro a dei muri o a delle siepi, ma più spesso finiscono col restare allo scoperto, divenendo facili prede nostre.

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Detto ciò, va osservato che graficamente il titolo in questione si presenta piuttosto datato ed un poco spoglio: i modelli dei soldati e dei mezzi sono realizzati e mossi discretamente e presentano textures abbastanza varie e curate, ma in generale presentano, come praticamente tutto ciò che li circonda, una certa fissità, riscontrabile pure nelle scene animate di inizio e fine missione realizzate col motore del gioco, che dovrebbe essere ancora una volta il glorioso Lithec. Niente a che vedere, quindi, con titoloni come Call of Duty o Brothers in Arms, anche se devo dire di non essermi mai sentito nel numero di quelli che giudicano un gioco esclusivamente dall’aspetto visivo.

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Non c’è male invece sia dal punto di vista della trama, anche se è un po’scontata ed ispirata a quella di altri titoli simili, nello svolgimento della quale compaiono pure personaggi secondari, come il nostro commilitone italo-americano Scarpello, sia sotto il profilo audio, dato che nel corso del gioco saremo accompagnati da brani musicali un po’ ripetitivi ma comunque coinvolgenti e da suoni ambientali (scoppi, spari, voci) sufficientemente coinvolgenti. Relativamente ai requisiti di sistema, invece, niente da dire: sono in generale alquanto bassi e mi pare che per farlo girare basti un Pentium III a 800 MHz ed una scheda video con 32 MB.

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Detto tutto questo non mi resta altro da dire se non che WWII Sniper: Call to Victory è e vuole essere uno sparatutto economico e senza grandi ambizioni, in nessun modo paragonabile agli altri titoloni dedicati alla seconda guerra mondiale, ma comunque in grado di regalare qualche ora di divertimento a chi ama il genere dei giochi d’azione in soggettiva. Da zero a dieci sei e mezzo.

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P.S.: chi fosse interessato a questo gioco si ricordi che essendo stato pensato quasi esclusivamente per il mercato d’oltre oceano esso non solo non è stato tradotto né doppiato in nessuna altra lingua, ma risulta pure molto difficile da reperire, ed io stesso l’ho dovuto acquistare via internet.

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Le armi di WWII Sniper: Call to Victory.

Sono in totale sette, più un oggetto, ovvero un binocolo col quale talvolta segnalare un obiettivo all’artiglieria alleata; esse sono: un fucile Springfield 1903 con cannocchiale, una carabina Winchester M-1, un mitragliatore Thompson 1943, un fucile d’assalto BAR, un bazooka, alcune granate a mano ed una pistola Colt 1911. Sulla confezione si segnalava anche il fucile inglese Lee Enfield, ma stranamente non è presente; tutte le armi sono comunque realizzate con cura.

a cura di Philostratus

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SCREENSHOT a cura di JamesRed (10-04-2011)

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